Basta pronunciare il nome del paese per evocare la sua storia: Romano d'Ezzelino porta con sé il ricordo della famiglia che, tra il XII e il XIII secolo, dominò buona parte del Veneto. Gli Ezzelini, detti anche da Romano, furono signori di castelli e di città, alleati di imperatori e nemici di papi, e uno di loro, Ezzelino III, divenne nella memoria popolare il prototipo del tiranno medievale. Ecco la loro storia e i luoghi dove ritrovarla.
Le origini: da Onara a Romano
Secondo la tradizione, il capostipite fu un cavaliere di origine germanica giunto in Italia nel 1036 al seguito dell'imperatore Corrado II. Il primo membro documentato con certezza è Ecelo, citato negli atti a partire dagli anni Settanta dell'XI secolo, già legato a due luoghi fortificati lungo il Brenta: Onara e Romano. Quest'ultimo, affacciato sulla pianura e sulle vie che salgono verso le Prealpi, divenne con il tempo il vero centro del potere familiare, tanto che la casata finì per essere chiamata semplicemente "da Romano".
Il nome attuale del Comune, Romano d'Ezzelino, fu riconosciuto ufficialmente con un decreto reale nel 1868, proprio in ricordo della dinastia.
Il Balbo, il Monaco e il Terribile
Ezzelino I, detto il Balbo, accrebbe enormemente ricchezza e influenza della famiglia: fu più volte podestà e tra i protagonisti della Lega Lombarda contro Federico Barbarossa. Nella seconda metà del XII secolo il vescovo di Vicenza gli concesse il castello di Bassano. Il figlio Ezzelino II, detto il Monaco, proseguì la sua politica prima di ritirarsi a vita religiosa nel 1221.
Fu però Ezzelino III, nato nel 1194, a portare la casata al culmine. Alleato dell'imperatore Federico II di Svevia, di cui sposò nel 1238 la figlia naturale Selvaggia, e suo vicario imperiale, costruì una signoria che comprendeva Verona, Vicenza, Padova, Belluno, Trento e Brescia. Il suo governo fu duro e spietato, tanto da guadagnargli la fama di tiranno crudele. Dopo la morte di Federico II la sua posizione si indebolì: papa Alessandro IV lo scomunicò e nel 1256 bandì contro di lui una vera crociata. Nel settembre del 1259, gravemente ferito nella battaglia di Cassano d'Adda, fu fatto prigioniero e morì pochi giorni dopo a Soncino.
La fine della dinastia e Cunizza
La caduta di Ezzelino III travolse l'intera famiglia. Il fratello Alberico, con moglie e figli, si rifugiò nel castello di San Zenone, che resistette a un lungo assedio. Nell'agosto del 1260 la fortezza cadde e la vendetta dei nemici fu feroce: Alberico e tutti i suoi familiari furono uccisi. Con quel massacro la dinastia scomparve dalla storia.
Diverso il destino della sorella Cunizza da Romano, donna dalla vita sentimentale tumultuosa, celebre anche per l'amore con il trovatore Sordello da Goito. Dante la colloca in Paradiso, nel cielo di Venere, e le fa descrivere la sua terra natale come il luogo dove "si leva un colle, e non surge molt'alto". Lo stesso poeta pone invece Ezzelino III all'Inferno, tra i violenti del dodicesimo canto, immerso nel sangue bollente del Flegetonte.
I luoghi degli Ezzelini oggi
Il primo luogo da visitare è a due passi: il Col Bastia, detto anche Colle di Dante, a Romano d'Ezzelino. Sul colle dove sorgeva la rocca della famiglia si alza la Torre Ezzelina, costruita nel 1827 a ricordo dell'antica fortezza; accanto, un monumento riporta le terzine del nono canto del Paradiso dedicate a Cunizza. Da lassù lo sguardo spazia sulla pianura e sull'imbocco delle valli del Grappa.
- Castello degli Ezzelini a Bassano del Grappa, a circa 3-4 km: le mura che circondano il colle con la chiesa di Santa Maria in Colle raccontano secoli di storia, dagli Ezzelini alla Serenissima.
- San Zenone degli Ezzelini, ai margini dei colli asolani: sul colle del castello, teatro della tragedia del 1260, si trova una torre panoramica, punto di partenza di sentieri nel verde.
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